Filippo Tommaso Marinetti – Vita e Opere

LA VITA
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Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876, Marinetti compì gli studi superiori a Parigi. Di formazione cosmopolita, a diretto contatto con le novità della cultura parigina del Simbolismo, scrisse in francese le sue prime opere: le poesie Les vieux marins (I vecchi marinai), La conquête des étoiles (La conquista delle stelle) e Destruction (Distruzione). Nel 1905 fondò a Milano la rivista Poesia”, con l’intento di far conoscere le voci dei nuovi scrittori, italiani e stranieri.
Nel 1909 scelse un prestigioso giornale parigino “Le Figaro”, per lanciare il Manifesto del Futurismo, che costituisce l’atto ufficiale della fondazione del gruppo. Nel 1912 pubblicò il Manifesto tecnico della letteratura futurista, in cui definiva i procedimenti della scrittura letteraria, essenzialmente alogica e analogica. Al tempo stesso sono da segnalare le doti di grande organizzatore di cultura, capace di suscitare energie intellettuali e di favorirne il successo, utilizzando le tecniche moderne della réclame (pubblicità), della diffusione editoriale e della ricerca del consenso, ottenuto anche attraverso la provocazione e lo scandalo, come d’Annunzio.
L’ideologia dell’attivismo e del dinamismo, di tipo individualistico e antidemocratico, doveva condizionare le scelte politiche di Marinetti, che già nel 1909 aveva proclamato la “guerra sola igiene del mondo”. Dopo aver esaltato l’impresa libica ed essere stato un acceso interventista, prese parte alla Prima guerra mondiale. Fu favorevole all’avvento del fascismo, in cui si illuse di vedere realizzate le sue idee rivoluzionare. Finì invece per trasformarsi in un intellettuale di regime, tanto che venne nominato, nel 1929, accademico d’Italia. Era la smentita, in qualche modo clamorosa, delle premesse da cui era partita la sua operazione culturale (proponendosi di distruggere, in primo luogo, proprio le accademie) e la conferma degli equivoci in cui era caduto il suo tentativo di trasferire l’esperienza artistica in un programma politico.
Pur continuando nella sua opera di scrittore, Marinetti finì per perdere ogni ruolo propulsivo. Morì nel 1944 a Bellagio, sotto la Repubblica di Salò, nell’ultima di quelle guerre in cui aveva ciecamente creduto.

LE OPERE
Marinetti scrisse numerose opere che riguardano diversi generi letterari. In poesia si può notare il passaggio dal simbolismo delle prime raccolte, alla ricerca analogica e fonosimbolica di un poemetto come Zang tumb tuuum, con la trasformazione del verso libero nell’anarchia compositiva delle “parole in libertà”.
Davvero decisivo il distacco dalla scrittura teatrale della tradizione, che fa di Marinetti, con la sua concezione di uno spettacolo analogico e sintetico, un punto di riferimento essenziale per il teatro d’avanguardia anche più recente come Pirandello.

 

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Pubblicato da Raffaele C.

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