L’idea della letteratura e le forme letterarie del Medioevo

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colombe bestiari medioevaliDurante il Medio Evo è del tutto assente l’idea, che è propria delle concezioni moderne, della specificità e dell’autonomia della letteratura. Non risulta ancora chiaro, infatti, il confine che distingue la letteratura dalle altre forme culturali che si esprimono in opere scritte, come la filosofia, la storia, le scienze. Alla letteratura sono perciò assegnati compiti strumentali (l’edificazione morale e religiosa, l’insegnamento di nozioni scientifiche e filosofiche), per cui le opere poetiche sono in genere dense di contenuti dottrinali. Per quanto riguarda gli aspetti formali, la poesia medievale trae dalla retorica classica il principio della separazione degli stili. Il criterio basilare è che lo stile deve corrispondere alla materia trattata; per cui vengono distinti tre livelli stilistici, quello sublime, destinato ad argomenti elevati, quello medio e infine quello basso, adatto ad argomenti quotidiani e comuni.
La prosa latina, sia che si trattasse di opere dottrinali, sia di documenti ufficiali (decreti e leggi imperiali, epistole diplomatiche ecc.), mirava sempre a un’altissima dignità stilistica ed era elaborata in modo estremamente artificioso, facendo ricorso alle più varie figure retoriche.

I GENERI LETTERARI DELLA PRODUZIONE LATINA
Nella produzione latina medievale vi è una differenziazione notevole di forme letterarie. Data la visione religiosa che permea tutta la spiritualità medievale, gran parte di queste forme sono collegate con le esigenze del culto. E possibile distinguere alcuni generi di grande diffusione nei primi secoli del Medio Evo:

  • L’agiografia: si tratta del racconto delle vite dei santi, in cui ha larga parte il sovrannaturale miracolistico e che spesso sfuma in un clima fiabesco e leggendario, attingendo al patrimonio dell’immaginario popolare;
  • L’exemplum: è un racconto di vicende esemplari che ha finalità morali ed edificanti; questi esempi venivano raccolti in repertori, da cui attingevano soprattutto i predicatori per rendere più concrete ed efficaci le loro prediche e per colpire la fantasia dei loro ascoltatori;
  • Le “visioni”: contengono le descrizioni dei regni dell’oltretomba, delle pene infernali e delle gioie del paradiso (a questo genere si collegherà ancora la Commedia);
  • Gli inni liturgici: venivano cantati nelle cerimonie del culto (come quelli di sant’Ambrogio);
  • Le opere teologiche: dibattono problemi religiosi e filosofico-teologici (ad esempio le Confessioni di sant’Agostino e la Summa Theologiae Trattazione complessiva della teologia — di san Tommaso d’Aquino);
  • I bestiari, i lapidari, gli erbari: sono una sorta di enciclopedie dove si descrivono i significati simbolici e morali degli animali, spesso del tutto fantastici, delle pietre, delle piante; anch’esse sono permeate da un profondo spirito religioso e sono fondati su una visione simbolica del mondo naturale;
  • Le cronache, le opere storiografiche: si tratta per lo più della semplice registrazione dei fatti accaduti in un ristretto ambito territoriale, quasi sempre accompagnato da un’interpretazione provvidenzialistica;
  • La poesia goliardica: è un genere di carattere esclusivamente profano, spesso in violenta contrapposizione polemica e parodica con la letteratura religiosa
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About Raffaele C.

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