Saggio breve sul problema dei rifiuti: “Rifiutiamo” i rifiuti

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TEMA: AMBITO ECONOMICO-SOCIALE
Saggio breve sul problema dei rifiuti.

“RIFIUTIAMO I RIFIUTI”

L’ECONOMIA DELL’USA E GETTA
Da quando è nata l’industria del grande consumo, uno dei più grandi problemi che si è venuto a creare è quello della gestione dei rifiuti, soprattutto dopo la scoperta del petrolio e la sintesi delle plastiche e delle carte che hanno consentito la diffusione di utensili monouso.
L’enorme produzione di questi materiali usa e getta è dovuto anche ad un miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie in quanto, in passato, l’uomo usava e riusava gli oggetti finché non fossero completamente inutilizzabili e, nel caso in cui si rompessero, sarebbero stati riparati, perché comprare lo stesso oggetto sarebbe stato troppo costoso.
Questa politica del risparmio garantiva una scarsa produzione di rifiuti e quindi pochissimi problemi ambientali e salutari.

LE ECOMAFIE:

Caivano (provincia di Napoli- febbraio 2012- Un vigile del fuoco impegnato a spegnere un rogo appiccato a rifiuti speciali e urbani. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi basta spulciare i documenti dei Vigili del Fuoco ,dove sono registrati i tantissimi interventi dei pompieri per i roghi tossici, per capire la portata del fenomeno relativo ai roghi tossici. Da molti anni, la camorra e le piccole imprese che producono in nero e sono costrette a smaltire i rifiuti in nero, usa il sistema dei roghi tossici per liberarsi dei rifiuti e degli scarti industriali di ogni tipo.

Caivano (provincia di Napoli – febbraio 2012) Un vigile del fuoco impegnato a spegnere un rogo appiccato a rifiuti speciali e urbani. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi basta spulciare i documenti dei Vigili del Fuoco, dove sono registrati i tantissimi interventi dei pompieri per i roghi tossici, per capire la portata del fenomeno relativo ai roghi tossici. Da molti anni, la camorra e le piccole imprese che producono in nero e sono costrette a smaltire i rifiuti in nero, usa il sistema dei roghi tossici per liberarsi dei rifiuti e degli scarti industriali di ogni tipo.

Nella società odierna, invece, l’ambiente e l’ecosistema sono compromessi a causa dell’enorme quantità di rifiuti, il cui smaltimento diventa sempre più difficoltoso e quasi impossibile da organizzare.
Purtroppo, la gestione dei rifiuti in Italia dipende troppo dallo smaltimento nelle discariche. Molto spesso le amministrazioni comunali trascurano questo problema tanto che la gestione dei rifiuti è finita nelle mani delle ecomafie, associazioni criminali che illegalmente si accordano con le industrie per scaricare i residui di produzione quasi sempre nocivi per l’uomo e dannosi per l’ambiente, perché difficilmente degradabili.
Oggi si sente spesso parlare della “Terra dei fuochi“, una vasta area della Campania così chiamata per la presenza di rifiuti tossici e diversi roghi di rifiuti dove, come viene testimoniato anche da Carmine Schiavone, pentito del clan dei Casalesi, “vengono scaricati numerosi rifiuti tossici e fanghi nucleari arrivati dalla Germania e da altre città italiane”. “Rifiuti radioattivi” che, come continua a raccontare, “dovrebbero trovarsi in un terreno sul quale oggi ci sono le bufale e su cui non cresce più l’erba”.

LO SMALTIMENTO DI SCORIE RADIOATTIVE:
Il problema dei rifiuti radioattivi, da quando è decollata l’industria nucleare, è uno dei problemi di fondo che ha influenzato l’attività delle centrali.
L’energia nucleare, di per sé, è un’energia molto pulita ma, come racconta Antonio Cianciullo sul sito “www.repubblica.it”, “le scorie radioattive rappresentano ancora un interrogativo etico e tecnico a cui finora nessuno ha dato risposta”; insomma si cerca un “cimitero radioattivo” dove lasciare le scorie e per questo motivo ancora oggi si hanno molti dubbi sull’utilizzo dell’energia termonucleare che è oggetto di forte discussione. La pericolosità di queste scorie è notevole per i loro devastanti effetti mutageni: basti ricordare ciò che è successo a Cernobyl per spaventarsi.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA ED IL RICICLAGGIO:
raccoltaPer questo bisogna pensare maggiormente alle generazioni future, cercando di ridurre i quantitativi di rifiuti nelle discariche. Per fare ciò basterebbe fare la raccolta differenziata e il riciclaggio dei materiali.
Sono molte le città che al giorno d’oggi si adoperano per diffondere la cultura del riutilizzo, talvolta imponendo la raccolta differenziata porta a porta.
Con la raccolta differenziata si hanno grandi vantaggi derivanti dal riciclaggio dei materiali che, ha un impatto positivo sull’ambiente sia per via delle diminuzioni di discariche che per il risparmio dei costi derivanti dalla produzione e ricerca delle materie prime.
Tutti, in primis le industrie, dovrebbero impegnarsi a favorire la produzione di prodotti pensando al loro possibile riutilizzo e magari usando materiali riciclati.

INFORMAZIONE E COLLABORAZIONE:
Insomma, per risolvere i problemi legati ai rifiuti, ci vorrebbero campagne informative, soprattutto nelle scuole, che insegnino il rispetto dell’ambiente e la buona gestione dei rifiuti tramite la raccolta differenziata e sistemi di riciclaggio.
Ma il riciclaggio non basta, si può agire anche preventivamente, imponendo alle grandi industrie la riduzione dell’utilizzo di imballaggi, favorendo la vendita di prodotti sfusi ed evitando lo spreco delle inutili confezione; ciò viene anche ribadito dallo scrittore Francesco Gesualdi nel suo libro “Manuale per un consumo responsabile“.
Se si vuole veramente risolvere questo problema, la cosa più importante da cambiare è il senso civico e morale delle persone, soprattutto di quelle più pigre che sottovalutano questo problema e gettano rifiuti ovunque senza pensare ad un domani, perché non capiscono l’importanza della raccolta differenziata e del riciclaggio.
Dovremmo essere noi stessi i primi a seguire queste indicazioni per evitare accumuli di rifiuti e rimproverare le persone che trascurano il problema.
Il problema dei rifiuti ha diverse ripercussioni sulla salute dell’uomo, riguarda tutti e, per vivere un futuro migliore, c’è bisogno che tutti collaborino.

 

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About Raffaele C.

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